Richard Burdett (ex direttore Biennale di Architettura di Venezia. Attuale consulente del  
Sindaco di Londra in vista delle olimpiadi del 2012)

Sono 10 anni che giro le grandi metropoli del mondo, da Caracas a Mumbai, da Tokyo a Milano, lavoro a Londra e studio le città e i loro fenomeni economici come punti di flussi internazionali e globali in tutti i sensi. Quello che mi è chiaro è che l'architettura - che deve mettere insieme la sua dimensione artistica e quella sociale - deve re-inventarsi perché per troppi anni è diventata preziosa, un oggetto artistico. Forse perché c'è un'altra attività molto più sociale e comunitaria che si occupa dei fabbisogni della gente nelle zone difficili. L'architettura nei prossimi 20 anni può certamente riconquistare terreno, divenire in sé una forma d'arte, la bellezza, la gioia di vedere un intervento, che sia una fontana, o una pavimentazione fantastica. Ma deve coniugare con questo la dimensione di funzionalità una delle altre funzione fondamentali dell'architettura. Funzionalità non solo in senso pratico ma nel senso di risoluzione sociale. Qualsiasi intervento artistico o di design, come è avvenuto a Roma, al Cairo e nelle città del Medio Oriente, rimane per 1000 anni come punto di riferimento della cultura di quel momento nella storia.