Italo Rota (architetto e designer)

La domanda così ben formulata nasconde due delle grandi problematiche dell'architettura oggi. La prima è che l'architettura è oggi più in forma dell'arte; non solo è più in forma ma è percepita da tutti come l'arte di questo momento, insieme al cinema che si sta trasformando. L'arte ha dei problemi perché ormai è troppo personalizzata dagli artisti e delegata al solo mondo del denaro. L'architettura, mentre superava la crisi negli anni '80/'90, ha sempre guardato all'arte impossessandosi delle tecniche dell'arte contemporanea. Questo ha fatto sì che le nuove architetture ne siano pregne, proprio come tecnica di costruzione delle spazio e delle strategie delle immagini.
La grande differenza è che l'architettura per sua natura è oggi anche arte sociale; questo fa si che ci sia una grande differenza con l'arte. L'altra grande differenza che porta l'architettura su un piano più popolare è che ha una visione positiva del mondo. L'arte è in questo momento estremamente critica sull'evoluzione del mondo e ne registra solo i lati più negativi. L'architettura non ha problemi di glocal perché essendosi liberata delle tradizioni nazionali e della sua peggiore tradizione- l'international style- sta andando verso un linguaggio universale che è un concetto molto diverso da quello di global, local e glocal. Essere universali vuole dire che non siamo più un esperanto ma siamo una nuova lingua, che nasce dalle diversità. Questo l'architettura oggi lo esprime con grande precisione.

Lo stesso fenomeno di cui parlavamo in architettura si esprime in una forma leggermente diversa nel design. Di fatti oggi si parla di art design, come si parla di art architetture. Si tratta di progetti che vengono realizzati con grandi investimenti finanziari, intellettuali, tecnici, artigianali e il prodotto di queste attitudini sono oggetti semplicissimi: sedie e tavoli che per la loro destinazioni così semplice rendono ancora più immaginifiche le realizzazioni, ed i loro prezzi raggiungono ormai i milioni di euro.