Aldo Cibic (architetto e designer)

C'è da fare un distinguo su arte e design. Personalmente la mia scuola è Sottsass: ho incominciato a lavorare a 22 anni con un maestro del design che è uno di coloro che di più hanno dimostrato lo "spostamento" tra arte e design. Quello che non mi trova d'accordo è lo spostamento di tanti designers verso l'arte, e soprattutto verso un mercato dell'arte. Per esempio: a Basilea vedi un mercato dell'arte molto pompato accanto al design. Viviamo un momento in cui c'è bisogno nel design di raccontare nuove storie rispetto a realtà molto pesanti che ci stanno venendo incontro - perché viviamo un periodo storico in salita e non un momento in cui si sogna un futuro radioso. D'altra parte mi interessa il rapporto tra arte e design quando è riconoscibile una dimensione poetica, anche di inutilità dell'oggetto. Ma dove non entra in gioco la violenza del mercato dell'arte di oggi. Non mi piace lo spostamento verso questa nuova mania del collezionismo di design. Non mi piace come nuovo mercato inventato tout court. Come osservando il fenomeno di tanti designers che guadagnano molto denaro con edizioni limitate in un mercato parallelo all'arte.